L’arbitro non può essere un “veggente”. L’episodio accaduto nel torneo di Padova del 18/1/26, in cui la puntinata di Stefano Guerrini è stata giudicata irregolare dall’arbitro Biagio Domenico Ferrara, seguito la settimana dopo dall’espulsione di Giulio Pupillo dal torneo giovanile di Terni (“perchè la gomma puntinata era incollata in modo irregolare“), dimostra che l’arbitraggio basato solo sulla percezione visiva è ormai superato: è tempo di introdurre strumenti che possano garantire giustizia tecnica e parità di condizioni in campo.

Pier Offredi

Se l’arbitro non usa la tecnologia, la giustizia è un miraggio

Il 18 gennaio 2026, al torneo di Padova, il nostro sport è tornato indietro di dieci anni. L’episodio che ha visto protagonista l’arbitro Domenico Biagio Ferrara, il quale ha impedito a Stefano Guerrini di scendere in campo contestando la regolarità dei materiali, non è un caso isolato: è il sintomo di un sistema che, dopo l’introduzione del Bat tester, ha smesso di evolversi.
La lotta contro il taroccamento è simile a quella contro il doping: i truffatori cercano sempre nuovi mezzi per aggirare le regole, per cui per farle rispettare è necessario studiare sempre nuovi metodi, investendo sulla legalità.
Questa battaglia non può però essere combattuta solo da alcuni arbitri coraggiosi, che utilizzano la loro insindacabilità per contrastare un fenomeno dilagante: il confine tra l’occhio dell’arbitro e la certezza della norma è troppo nebuloso.

“L’imperatore” Guerrini

Lascio ad ognuno valutare di quale regno sia imperatore Stefano Guerrini, che già qualche anno fa era stato pizzicato dal Bat tester. Qualunque sia il giudizio sulla persona, non è comunque accettabile che nel 2026, la sorte di un match si basi esclusivamente sulle sensazioni visive o tattili! Esistono strumenti oggettivi, accessibili e inconfutabili: perché la FITET non li rende obbligatori nei tornei?

Guerrini Stefano
Stefano Guerrini già qualche anno fa era stato pizzicato dal Bat tester
La geometria del sospetto: l’Aspect Ratio

Molti “trattatori” artigianali modificano la struttura del puntino per renderlo più instabile o fastidioso. Il regolamento ITTF parla chiaro: l’Aspect Ratio (altezza/diametro) non deve superare 1,10. Oggi, un arbitro può verificare questo dato in 30 secondi, utilizzando un contafili di precisione come il Peak 1998 o, meglio ancora, un microscopio digitale Wi-Fi collegato al proprio smartphone. Questi strumenti permettono di misurare i decimi di millimetro e di proiettare l’immagine ingrandita su un tablet: nessuna discussione, solo numeri!

Il trucco dell’incollaggio e l’effetto “sacca”: non solo “Vetrificate”

Dopo gli episodi di Padova e di Terni si è aperto il solito teatrino dei colpevolisti e degli innocentisti (tutti ovviamente privi di prove oggettive, come succede sempre tra gli appassionati di cronaca nera) con dotte elucubrazioni sulla gomma incriminata, dimenticando che con le nuove tecniche di taroccamento gran parte dell’inganno oggi corre “sotto la gomma”.
L’incollaggio a zone o il tensionamento localizzato creano rimbalzi imprevedibili, che sono sotto gli occhi di tutti, scatenando la caccia all’untore, che però la passa sempre liscia, dato che nessuno ha gli  strumenti per identificarlo.
Incollando solo i bordi, si crea un’intercapedine d’aria tra la gomma e il legno. Quando la pallina colpisce la racchetta la gomma, non avendo il supporto rigido del legno, “affonda” di più, smorzando la velocità, creando l’assorbimento perfetto che piace tanto ai murettari.
La superficie della gomma quindi si muoverà orizzontalmente in modo microscopico sotto l’impatto, facendo piegare i puntini in modo anomalo e restituendo l’inversione dello spin simile a quella delle vetrificate, pur avendo puntini con attrito a norma (“Inversione dinamica”).
Il regolamento è molto chiaro su questo punto (Regola 2.4.3) “Lo strato di materiale di copertura […] deve essere fissato uniformemente mediante adesivo su tutta la superficie del piatto.”
Non a caso ogni tanto ai nuovi taroccatori la gomma si stacca durante il match: una gomma incollata bene su tutta la superficie non si scolla “a vela” o a metà per un colpo normale; se succede, significa che il legame chimico era assente o insufficiente al centro. Ovviamente il taroccatore ha sempre una racchetta di scorta, pronta all’uso.
Per smascherare questi trucchi non serve un sesto senso: basta un Durometro Shore. Misurando la durezza della gomma in punti diversi della racchetta, è possibile rilevare anomalie di pressione che indicano chiaramente una manipolazione del materiale. Se la durezza varia drasticamente tra il centro e i bordi, la racchetta è irregolare.

Intelligenze artificiali o artificiose?

Mentre l’ITTF introduce il Table Tennis Review (TTR) per misurare al millimetro l’altezza del servizio, nei nostri tornei si combatte ancora a mani nude. Un atleta investe mesi di preparazione, la sua società investe risorse e tutto può essere vanificato perché un arbitro “percepisce” un’anomalia che non può dimostrare (impedendo all’atleta di giocare) e un altro preferisce non percepirla, per evitare rogne, consentendo al taroccatore di vincere illegalmente il match.
Non possiamo pretendere che arbitri come Ferrara facciano i miracoli a mani nude: è necessario che la FITET informi la classe arbitrale, dotandola degli strumenti adeguati:
– Durometro Shore, per scovare l’incollaggio “a zone” o le manipolazioni della gomma piuma. Se la durezza non è uniforme su tutta la superficie, la racchetta è irregolare. Punto!
– Conta-puntini, per misurare la densità dei puntini (min 10, max 30 per cm²) con precisione millimetrica.
– Microscopio Digitale per il controllo istantaneo dell’Aspect Ratio e dei trattamenti chimici.

Durometro Shore

Questo strumento è molto efficace per individuare un incollaggio irregolare o manipolazioni della gomma. Ecco come viene utilizzato per scovare le irregolarità.
Se una gomma è incollata solo ai bordi o presenta zone senza colla, la resistenza alla pressione cambia. Passando il durometro al centro (non incollato) il puntale del durometro incontrerà meno resistenza perché la gomma “affonda” leggermente nel vuoto tra piuma e legno. La lettura Shore sarà più bassa rispetto ai bordi.
Una variazione significativa di durezza tra diversi punti della stessa racchetta è un segnale chiaro di incollaggio non uniforme o di manipolazione (che consentirebbe anche di verificare l’applicazione di booster in modo non omogeneo).
Il durometro consente di verificare il taroccamento chimico con oli o solventi, applicati per ammorbidire la gomma.
Mentre lo spessimetro misura quanto è “alta” la gomma e il calibro misura quanto è “dritta” (planarità), il durometro misura quanto è “densa” la risposta della superficie. Un incollaggio “selettivo” potrebbe superare il test della planarità (se la gomma è tesa bene), ma difficilmente supererebbe un test di durezza uniforme eseguito con un durometro professionale.

Il durometro shore verifica la regolarità dell’incollaggio
Verifica della densità dei puntini

Il conta-puntini (pimple checker) consente di verificare se una gomma rispetta le densità previste dal regolamento. Ecco come funziona e cosa indicano le scritte incise sul metallo.
Le due “finestre” a forma di parallelogramma servono a inquadrare un’area della gomma. Se i puntini visibili all’interno della finestra piccola sono compresi tra 10 e 30 la gomma rispetta il limite minimo e massimo di densità per cm2.
La finestra grande invece viene utilizzata per misurare la densità su aree più ampie o per tipologie di gomme diverse (come le puntinate corte molto fitte), fornendo un riscontro su base proporzionale (i puntini in quest’area devono essere tra 40 e 120).
In breve: se un arbitro mette questo righello sulla gomma e conta meno di 10 o più di 30 puntini nella finestra, la gomma viene dichiarata irregolare e non si può usare in partita.

Il conta-puntini consente di verificare la regolare densità dei puntini
L’arbitro può toccare le gomme?

Tra le fake news diffuse dai taroccatori, circola quella del divieto per gli arbitri di toccare le gomme, inventato per impedirgli di verificare con facilità l’incollaggio differenziato.
In realtà il Regolamento ITTF segnala solo che in fase di controllo gli arbitri devono maneggiare le racchette con cura e che le gomme non devono essere toccate a mani nude: basta quindi che vengano indossati dei guanti di lattice e il controllo potrà essere effettuato in modo semplice ed efficace (Technical Leaflet T9: Racket Control, Introduction).

Tornei o aule di tribunale?

Il tennistavolo è uno sport in cui contano i millimetri: è ora che anche la nostra classe arbitrale inizi a misurarli davvero. Solo così eviteremo che un torneo si trasformi in una contesa legale o in un processo alle intenzioni e solo la tecnologia può garantire la parità di condizioni e proteggere sia l’atleta onesto, sia l’arbitro da contestazioni infinite.

Comments

  1. Sono Giuseppe Cane ,giocare di tennis tavolo da più di 50 anni .
    Negli ultimi tempi faccio fatica a comprendere l’accanimento con cui alcuni arbitri e alcuni esponenti del movimento pongistico puntano continuamente l’attenzione su determinate irregolarità delle gomme puntinate.
    Ritengo che il problema venga affrontato in modo poco equilibrato. È noto a molti che una parte degli attaccanti, soprattutto nelle categorie più alte, utilizzi gomme lisce sottoposte a trattamenti come la busterizzazione, con l’obiettivo di aumentare sensibilmente velocità ed effetto. Personalmente considero molto più determinante alterare la velocità di un colpo che ottenere un lieve incremento dell’inversione di effetto di una puntinata.
    Inoltre, dall’introduzione della pallina da 40+ mm, che ha ridotto la rotazione e modificato le caratteristiche del gioco, nessuno ha mai preso seriamente in considerazione la possibilità di adeguare anche le caratteristiche delle gomme puntinate, ad esempio consentendo puntini leggermente più spessi per mantenere un equilibrio tecnico.
    Lo stesso discorso vale per alcune gomme antitop, che presentano superfici estremamente lisce e lucide, quasi come uno specchio, senza che questo susciti particolari polemiche o controlli.
    La realtà è che pochi possono affermare di essere perfettamente in regola sotto ogni aspetto. Soprattutto, molti non hanno ancora compreso che non esiste una “gomma magica” capace di far vincere le partite. La differenza continua a farla il giocatore: la tecnica, l’esperienza, la preparazione e la capacità di adattarsi agli avversari.
    Se fosse davvero sufficiente utilizzare una gomma modificata per ottenere risultati importanti, allora tutti saremmo stabilmente tra i primi venti giocatori d’Italia. Evidentemente non è così.
    Per questo motivo credo che il dibattito dovrebbe essere affrontato con maggiore equilibrio, evitando processi sommari e polemiche inutili. Sarebbe auspicabile che chi si considera “depositario della verità “ricordasse che il tennistavolo si vince prima di tutto al tavolo, con il proprio gioco, e non attribuendo ogni sconfitta all’attrezzatura dell’avversario.

  2. L’articolo è stata fatto proprio per evitare “l’accanimento contro le gomme puntinate”. Uso da 50 anni una puntinata e ancora oggi, dopo anni di battaglie per il gioco pulito (contro i taroccamenti di tutte le gomme, comprese le antitop lucidate e le lisce boosterizzate, basta leggere le decine di articoli che ho pubblicato su questo sito!) qualche ragazzotto ingenuo sospetta che la mia gomma sia trattata (di solito quando perde…).
    L’unica strada per uscire dalla cultura del sospetto e da quella del taroccamento (che non trasforma giocatori mediocri in campioni, ma li aiuta a vincere, specie nelle categorie minori) è quella dei controlli e nell’articolo spiego quali sono gli strumenti che consentono di distinguere i bari dai giocatori onesti.
    Come nella lotta al doping, che ha trasformato sport inquinati come l’atletica e il ciclismo, è solo una questione di volontà, che purtroppo nel tennistavolo è scarsa

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