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Fitet Lombardia. Come tutti hanno potuto notare, è ufficialmente partita la campagna elettorale per il rinnovo del Comitato Regionale lombardo, ma i primi segnali in termini di rispetto della legalità sono preoccupanti.
Alla riunione convocata dal Comitato regionale (firmata dal presidente regionale Fitet D’Ambrosio e dal vice Cicchitti) nel novembre scorso e a quella fissata il prossimo 12 febbraio non sono state invitate alcune società (tra cui TT Valle Camonica, TT Olimpia BG e TT Castelgoffredo). Alla mia formale richiesta di spiegazioni non è arrivata nessuna risposta ufficiale dal Comitato Regionale, ma in via ufficiosa mi è stato detto che si è trattato di una precisa scelta dovuta al fatto che le suddette società  sono contrarie alla candidatura di Cicchitti alla presidenza nazionale.
La competizione elettorale non deve far dimenticare i principi di legalità, sopratutto da parte di chi sta al vertice delle istituzioni e dovrebbe quindi dare il buon esempio: quando il Comitato Regionale invia una comunicazione firmata FITET Regione Lombardia, Nicola D’ Ambrosio – Marcello Cicchitti” è doveroso inviarla a tutte le società, anche a quelle antipatiche.
D’Ambrosio e Cicchitti, a titolo personale, possono invitare chi gli pare alle loro riunioni, ma non possono farlo utilizzando i mezzi e le insegne del Comitato che rappresentano (che è di tutti).
Anche l’articolo apparso sul sito regionale Fitet, in cui si comunica il sostegno di Ciceri e Righini (che si candideranno nell’ordine alla presidenza e alla vicepresidenza regionale) alla candidatura di Cicchitti per la presidenza nazionale ha suscitato molte perplessità, per l’uso “privato” di uno strumento “pubblico”. Personalmente non ho nulla in contrario a lasciare  uno spazio “elettorale” alle idee e alle opinioni di tutti sul sito regionale, purchè non ci siano censure nei confronti di nessuno. Anche in questo senso cominciamo male, perchè ho inviato all’ufficio stampa vari comunicati sull’iniziativa “Io gioco pulito” e recentemente ho chiesto di pubblicare un articolo in cui chiedo ai candidati di inserire nel loro programma i principi, gli obbiettivi e i contenuti della campagna. Anche questa volta, come nei mesi precedenti, non ho ricevuto risposta.
Nel 2007 ho fatto parte del Comitato Regionale guidato da D’Ambrosio, Fenini e Cicchitti e ne sono uscito un anno dopo, proprio per le modalità di gestione “personalistiche” della dirigenza e per l’impossibilità di garantire quella trasparenza che consente a tutti di controllare il funzionamento delle procedure a avere fiducia nella correttezza del sistema: mi auguro che il rinnovamento della Federazione, di cui tutti parlano, parta proprio dal rispetto del principio di legalità, senza il quale nessuna istituzione può avere un futuro.

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